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Garda DOC, attraverso vari linguaggi si racconta il vino

Dai vini low alcol alle collaborazioni televisive con Sonia Peronaci e Luca Pappagallo: Il Consorzio rinnova il proprio modo di comunicare, sperimentando nuovi linguaggi.

Interpretare il cambiamento, sperimentare nuovi linguaggi e trovare modalità sempre diverse per avvicinare il vino alle persone. È lungo queste direttrici che si è sviluppata l’attività di comunicazione del Consorzio Garda DOC, attraverso un percorso che ha affiancato alla valorizzazione del prodotto una crescente attenzione all’innovazione, alle nuove modalità di consumo e alla costruzione di esperienze capaci di coinvolgere pubblici differenti.

“Quest’anno abbiamo voluto sperimentare modi nuovi di parlare dei vini Garda DOC senza limitarci a raccontare il vino, ma costruendo occasioni capaci di far comprendere ciò che la nostra denominazione vuole essere oggi”, dichiara Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC. “Siamo orgogliosi di aver lavorato su fronti diversi, dalla scelta pionieristica sul low alcol alle collaborazioni con importanti eccellenze gastronomiche. Progetti accomunati dalla volontà di rendere Garda DOC una denominazione contemporanea, capace di intercettare interessi diversi e sperimentare nuovi linguaggi per raccontare i propri vini e il territorio in cui nascono”.

Tra gli ambiti su cui il Consorzio ha scelto di investire figura quello dei vini a basso contenuto alcolico. Il Consorzio Garda DOC è stato infatti la prima denominazione italiana a introdurre nel proprio disciplinare una tipologia a gradazione ridotta, una novità che testimonia la volontà di leggere i cambiamenti in atto e mettere a disposizione dei produttori, strumenti in grado di rispondere alle nuove richieste del mercato.

A partire dalla vendemmia 2025, la denominazione ha avviato la produzione di un vino a basso contenuto alcolico, ottenuto attraverso il lavoro in vigneto e in cantina con l’obiettivo di mantenere la gradazione al di sotto del 9%, senza ricorrere alla dealcolazione.  Un consumo più leggero e consapevole che permette alla denominazione di dialogare anche con una nuova generazione di consumatori, affrontando il cambiamento senza allontanarsi dall’identità vitivinicola del territorio.

Un altro ambito di attività comunicativa riguarda il dialogo tra vino e gastronomia, che il Consorzio continua a sviluppare attraverso la collaborazione con il Salame di Varzi DOP e il Formaggio Montasio DOP. Un incontro fra denominazioni che permette di creare nuove occasioni di racconto attorno alle produzioni italiane di qualità, mettendo al centro la versatilità dei vini Garda DOC nell’abbinamento.

In questa direzione si inseriscono il progetto televisivo In Cucina con Sonia e le puntate realizzate con Luca Pappagallo, andate in onda su Food Network, che hanno raccontato l’incontro tra le eccellenze DOP e i vini Garda DOC. Protagonisti delle ricette sono stati il Salame di Varzi DOP e il Formaggio Montasio DOP, abbinati a una selezione di vini della denominazione. Attraverso la preparazione dei piatti e la proposta degli abbinamenti, i programmi hanno portato Garda DOC all’interno di format dedicati alla cucina, avvicinando il pubblico al dialogo tra gastronomia e vino con un linguaggio immediato e accessibile.

Low alcol e contaminazione con la cucina compongono così due direttrici di uno stesso percorso. Una strategia con cui il Consorzio amplia le modalità di racconto di Garda DOC, creando nuovi punti di contatto con il pubblico e valorizzando la denominazione attraverso prospettive diverse, dai nuovi modelli di consumo al dialogo con la gastronomia.

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JAMIN UnderWaterWines al Merano WineFestival 2026

Dalla profondità subacquea alla vetta The Winehunter Award

Jamin UnderWaterWines sarà presente alla 35^ edizione del Merano WineFestival, che si terrà negli spazi del Kurhaus dal 7 al 9 novembre.

 Fondata a Portofino nel 2015, Jamin UnderWaterWines Srl, Società Benefit, è la prima e unica PMI innovativa a sfondo ingegneristico specializzata nello sviluppo di tecnologie e protocolli per l’affinamento subacqueo di vini, distillati e prodotti liquidi. Jamin non è un produttore di vino, ma un partner tecnologico consulenziale per le aziende che vogliono sperimentare questa tecnica. Offre un percorso completo che va dallo studio di fattibilità, alla consulenza, fino alla fornitura e formazione per impianti subacquei dedicati (UWC – UnderWaterCellar). I fondatori, pionieri dell’affinamento subacqueo dal 2008, hanno sviluppato un modello di azionariato diffuso che coinvolge oltre 400 soci tra produttori di vino, enologi, sommelier, ingegneri e tecnici del mondo enologico e non solo. Le bottiglie vengono immerse seguendo procedure rigorose e materiali studiati per garantire integrità e favorire un’evoluzione unica del prodotto, influenzata dall’habitat subacqueo. La ricerca scientifica è al centro della strategia di Jamin, con investimenti superiori al milione di euro e collaborazioni con istituzioni universitarie e centri di ricerca, tra cui DISTAV – Università di Genova e DAGRI – Università di Firenze, nello sviluppo e nella validazione scientifica dei processi di affinamento in ambiente marino.

UNDERWATERWINES – THE WINEHUNTER AWARD 2026

La giuria di The WineHunter Award 2026 ha premiato con il prestigioso Award Gold tre etichette firmate Jamin UnderWaterWines: il Cinque Terre Sciacchetrà Classico DOP UnderWaterWines – UWW 2022 di Possa, un’eccellenza prodotta con uve bosco (80%) e rossese bianco (20%) coltivate sui ripidi terrazzamenti affacciati sul mare ligure in località Riomaggiore. La versione UnderWaterWines si affina per un periodo di nove mesi in mare a una profondità di 52 mt.

L’Etna Bianco DOC Superiore UnderWaterWines – UWW 2022 di Azienda di Rachele, un carricante in purezza, che nasce nella splendida zona di Milo, da sempre considerata il cru più vocato per la produzione di bianchi etnei.

Infine il Metodo Classico Segreto del Mare UnderWaterWines di Tenuta Mariani, una bollicina nata sulla costa toscana, a Massaciuccoli (Lucca), che completa il suo affinamento sui fondali del Mar Tirreno, a oltre 50 metri di profondità.

UNDERWATERWINES IN DEGUSTAZIONE AL MERANO WINEFESTIVAL 2026

Durante le giornate del Merano WineFestival, presso lo stand di Jamin UnderWaterWines (Sala Czerny, Postazione 1) si potranno degustare alcune etichette UnderWaterWines che consentiranno di apprezzare la qualità e la particolarità derivanti dall’affinamento subacqueo.

•  Cinque Terre Sciacchetrà Classico DOP UnderWaterWines – UWW 2022 – Possa

•  Etna Bianco DOC Superiore UnderWaterWines – UWW 2022 – Azienda di Rachele

•  Deep Sea Perlage UnderWaterWines – Tommasone

•  Metodo Classico Segreto del Mare UnderWaterWines – Tenuta Mariani

Quest’anno lo stand di Jamin sarà un banco condiviso: in alcune giornate, saranno presenti anche i produttori che potranno raccontare in prima persona il proprio vino e l’esperienza dell’affinamento subacqueo accanto al team Jamin, che illustrerà gli aspetti tecnici e scientifici del processo.

Novità di questa edizione: presso lo stand sarà presentato in anteprima, come esperimento, il primo aceto balsamico UnderWaterWines, il Balsamico Il Principe Nero “Gloria” Riserva Abissale dell’acetaia Il Vascello del Monsignore. Un primo passo che porta l’affinamento subacqueo oltre il mondo del vino, verso altri prodotti liquidi d’eccellenza del territorio italiano.

MERANO WINEFESTIVAL 2026

JAMIN UNDERWATERWINES

Dal 7 al 9 novembre – Sala Czerny, Postazione 1 

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Alla Slow Wine Fair 2027 la tappa italiana di RAW WINE 

Bologna rafforza il suo ruolo internazionale  nel settore del vino naturale, biologico e biodinamico

Dal 21 al 23 febbraio torna per la sesta edizione l’evento di BolognaFiere e Slow Food. La Slow Wine Fair accoglierà una delle più importanti reti internazionali del vino naturale, consolidando un modello che coniuga identità produttiva, sostenibilità e opportunità di business.

In un mercato del vino sempre più competitivo, dove identità, sostenibilità e autenticità assumono un ruolo crescente nelle scelte di consumo e di distribuzione, Slow Wine Fair rafforza il proprio posizionamento internazionale.La manifestazione organizzata da BolognaFiere in collaborazione con Slow Food, in programma dal 21 al 23 febbraio 2027, annuncia, infatti, la partnership con RAW WINE, la community mondiale di riferimento per i vini naturali, biologici, biodinamici e a basso intervento.Una collaborazione che consolida Slow Wine Fair come piattaforma dedicata a una viticoltura artigianale, sostenibile e indipendente, capace di connettere produttori e professionisti che condividono la stessa visione del vino e del suo futuro.
Alla base dell’accordo siglato con RAW WINE c’è una profonda sintonia di valori e obiettivi: valorizzare il vino come espressione autentica del territorio, della biodiversità e delle persone che lo producono.Da un lato Slow Wine Fair, ispirata ai principi del Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto; dall’altro RAW WINE, impegnata a promuovere una maggiore consapevolezza del valore di prodotti ottenuti da coltivazioni e processi che rispettano e preservano la biodiversità, dalla terra al bicchiere.
Stesso focus, dunque, sulle aziende che adottano pratiche agronomiche sostenibili in vigna e tecniche poco invasive in cantina, lasciando che il vino resti un prodotto vivo e in grado di evolvere, di rispecchiare maggiormente la vocazione del vitigno e del territorio in cui è coltivato.
 
Fondata nel 2012, oggi RAW WINE riunisce le voci di oltre 2.000 vignaioli artigiani e riveste un ruolo riconosciuto in tutto il mondo. Come testimonia il suo network di appuntamenti fieristici, che tocca ogni anno le piazze più importanti del mercato vitivinicolo in Europa, Nord America e Asia, e che ora avrà Bologna come tappa italiana.
 
La fondatrice di questa vivace comunità è Isabelle Legeron, la prima donna francese ad aver ottenuto il prestigioso e selettivo titolo di ‘Master of Wine’, che l’Institute of Masters of Wine di Londra ha finora concesso solo a 427 persone di 31 Paesi.
 
Non solo: per il suo contributo al settore enologico, Legeron sarà presto insignita anche della Legion d’Onore, la più alta onorificenza conferita dalla Repubblica francese.
Isabelle Legeron MW commenta così l’esordio di RAW WINE alla Slow Wine Fair 2027: «Siamo entusiasti di questa collaborazione e di poter supportare il movimento a favore dei vini biologici, biodinamici e naturali a basso intervento. La raison d’être di Slow Food è di fondamentale importanza per noi e siamo felici di contribuire a diffonderne il messaggio. Non c’è davvero nulla di meglio che unire le forze per dare più voce alla nostra missione comune: liberare ciò che mangiamo e beviamo dalle logiche industriali. Aprire le menti per aprire i mercati».
 
L’accordo prenderà forma nel padiglione 20 di Slow Wine Fair, dove RAW WINE svilupperà un’area espositiva dedicata ai produttori internazionali di vini naturali, biologici, biodinamici e a basso intervento.
Questi vignaioli potranno entrare in contatto con una platea qualificata di importatori, distributori specializzati, enotecari, sommelier e professionisti della ristorazione e dell’ospitalità.
Un programma di degustazioni e masterclass contribuirà a favorire il dialogo tra cantine e operatori, e la valorizzazione delle produzioni.
I produttori RAW WINE potranno, inoltre, beneficiare della dimensione internazionale della Slow Wine Fair, che nell’ultima edizione, grazie al supporto di Agenzia ICE, ha accolto 350 buyer provenienti da 32 Paesi, e registrato oltre 2.000 incontri B2B.
 
E proprio l’internazionalizzazione rappresenta uno dei principali driver di sviluppo della Slow Wine Fair e uno dei motivi che hanno portato alla sinergia con RAW WINE, come sottolinea Rossano Bozzi, Direttore della Business Unit di BolognaFiere: «Il futuro delle manifestazioni fieristiche non si misura soltanto dalla loro dimensione, ma anche dalla capacità di aggregare community riconoscibili su scala internazionale, di interpretare l’evoluzione dei mercati e di generare opportunità concrete di business per gli operatori coinvolti. Con RAW WINE compiamo un passo importante nel percorso di posizionamento internazionale di Slow Wine Fair. La nostra ambizione è quella di consolidare, a Bologna, una piattaforma distintiva per la viticoltura artigianale, sostenibile e indipendente, capace di connettere produttori, buyer e professionisti che condividono una precisa visione. In un mercato sempre più competitivo, crediamo che identità, autenticità e qualità delle relazioni siano un valore aggiunto. È su questi principi che stiamo costruendo con Slow Food la crescita internazionale di Slow Wine Fair, dando risalto all’identità dei produttori e creando nuove opportunità di accesso ai mercati».
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Comunicati Stampa Ristoranti

La Pizzeria Glamour di Antonello Scatorchia conquista i Tre Spicchi del Gambero Rosso

Un prestigioso riconoscimento premia l’eccellenza della pizza lucana: la Pizzeria Glamour di Antonello Scatorchia, ormai punto di riferimento della ristorazione di qualità in Basilicata, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dei Tre Spicchi, assegnato dalla guida Pizzerie d’Italia 2027 del Gambero Rosso, diventando così l’unica pizzeria lucana con il punteggio di tre spicchi per il 2027.

Il riconoscimento dei Tre Spicchi rappresenta il massimo livello di valutazione attribuito dal Gambero Rosso alle pizzerie italiane e premia la qualità degli impasti, la selezione delle materie prime, la tecnica, la creatività e la capacità di valorizzare il territorio attraverso una proposta gastronomica distintiva.

La cerimonia di premiazione si è svolta il 26 ottobre 2026 presso il Centro Congressi “La Nuvola di Fuksas” di Roma, evento che ogni anno celebra le migliori pizzerie italiane e i professionisti che contribuiscono a elevare l’arte della pizza nel nostro Paese.

Per Antonello Scatorchia e per tutto il team della Pizzeria Glamour, questo importante traguardo è il risultato di anni di ricerca, passione e impegno quotidiano, con l’obiettivo di offrire ai clienti un’esperienza autentica e contemporanea, capace di coniugare tradizione e innovazione. «Ricevere i Tre Spicchi del Gambero Rosso è un’emozione indescrivibile e un riconoscimento che condivido con la mia famiglia, mia moglie Antonella e le mie figlie Alma e Aida, con tutto il mio staff e tutti coloro che ogni giorno credono nel nostro progetto. Questo premio è un nuovo punto di partenza per continuare a crescere e a valorizzare il territorio del Vulture e la Basilicata attraverso le nostre pizze», ha dichiarato Antonello.

L’affermazione della Pizzeria Glamour conferma ancora una volta il ruolo sempre più importante della Basilicata nel panorama gastronomico nazionale, portando sotto i riflettori una realtà che ha saputo distinguersi per qualità, identità e innovazione.

Con questo riconoscimento, la Pizzeria Glamour di Rionero in Vulture entra ufficialmente tra le eccellenze assolute della pizza italiana, contribuendo a promuovere l’immagine del territorio lucano a livello nazionale e internazionale.

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Comunicati Stampa Wine

Doppio riconoscimento nella Guida Vini d’Italia 2027: il Picolit Collio DOC 2020 ottiene il Premio Speciale “Vino da Meditazione dell’Anno” e il massimo riconoscimento dei Tre Bicchieri

Un risultato che celebra una delle espressioni più autentiche e prestigiose della tradizione vitivinicola friulana. Il Picolit Collio D.O.C. 2020 di Pighin è stato insignito del Premio Speciale “Vino da Meditazione dell’Anno” nella Guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso, conquistando al contempo anche i prestigiosi Tre Bicchieri, il massimo riconoscimento assegnato dalla storica guida di settore.

“Ricevere un premio così importante per il nostro Picolit rappresenta una grande soddisfazione, perché riconosce il valore di un lavoro che richiede tempo, pazienza e grande attenzione in ogni fase produttiva“, commenta Roberto Pighin. “Il Picolit è un vino unico, profondamente legato al nostro territorio e alla sua storia. Questo riconoscimento premia la scelta di preservarne l’identità e di interpretarlo con rispetto, cercando ogni anno di esprimere al meglio le caratteristiche che rendono questo vino straordinario.“

Vitigno simbolo del Friuli-Venezia Giulia e tra i più rari e preziosi del panorama enologico italiano, il Picolit trova nelle colline del Collio un ambiente ideale per esprimere tutta la propria eleganza. Il Picolit Collio D.O.C. 2020 di Pighin nasce da una lavorazione meticolosa che inizia con la raccolta manuale delle uve in epoca tardiva e prosegue con un naturale processo di appassimento all’aria della durata di circa un mese, finalizzato a concentrare aromi e zuccheri.

Dalla pressatura soffice si ottiene un mosto ad elevata concentrazione zuccherina, seguito da una fermentazione attentamente controllata e interrotta al raggiungimento dell’equilibrio desiderato, così da preservare il caratteristico residuo zuccherino del vino. L’affinamento prevede una maturazione sia in barrique sia in piccoli contenitori di acciaio inox, con il successivo assemblaggio delle diverse componenti per raggiungere il profilo organolettico ricercato dalla cantina.

Il risultato è un vino di straordinaria complessità aromatica, capace di unire intensità, profondità e armonia, qualità che gli hanno consentito di distinguersi tra le migliori etichette italiane e di ottenere un duplice riconoscimento da parte degli esperti degustatori del Gambero Rosso.

Questo importante traguardo conferma l’impegno della famiglia Pighin nella valorizzazione dei grandi vini del territorio friulano e rappresenta un nuovo capitolo nella storia della cantina, da sempre orientata alla ricerca della qualità e al rispetto delle caratteristiche distintive delle proprie vigne e dei propri vini.