MadreMadre

C’è un mare, quello avvolto nel silenzio delle ore più quiete: è quello dell’alba e del tramonto; quel mare che, estatico rapisce e si lascia rapire, che ci fa sentire il tutto e il niente e, in quel senso di smarrimento che si prova, lasciandosi andare, lo sentiamo custode partecipe e fedele dei nostri segreti e delle nostre memorie. È un perdersi nell’ascolto di una voce che echeggia nel silente sciabordio dell’onda; è un perdersi nell’abbraccio dell’orizzonte, liberi dalle meschinità e gli angusti spazi in cui siamo costretti a vivere, erigendo spesso muri che sono e appaiono invalicabili. Il mare, confidente silenzioso che rimanda la eco di emozioni profonde. Elenia Stefani nel proporci questa sua nuova raccolta, racconta il suo viaggio interiore, intimo e universale al contempo. “MadreMare”, l’unione di due sostantivi l’uno maschile e l’altro femminile che si racchiudono in un amplesso fonetico che diventa metafora della vita, ed evoca in lei, madre venuta da madre, il mare interno, quello uterino dove “l’acqua ci ricollega a uno stato in cui ancora non ci sentivamo separati dal grande universo” (N.B. Horsberger). (dalla prefazione di Bruno Mohorovich)

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